domenica 19 dicembre 2010

"Denigrazione e violenza verbale"

Schifani oggi condanna solennemente “la conflittualità politica che scivola spesso in denigrazione ed in violenza verbale”. Sicuramente si riferiva a La Russa, come si può vedere da questa scena, popolarissima su YouTube, in cui l'inclito ministro della Repubblica si confronta ad Annozero con un giovane studente che era in piazza a Roma il 14 dicembre.

sabato 18 dicembre 2010

Estremista prende in giro moderati: déja vu?

"Mi appello ai moderati!". "I moderati sono con me!", "Unirò i moderati!", proclama senza posa l'amato cavaliere. E Bonaiuti, tutto serio: "Bisogna ricomporre la vasta area dei moderati."
E’ proprio strano che un estremista come Silvio Berlusconi, un uomo che ha in spregio la supremazia della legge, che oltraggia la separazione dei poteri, che non concepisce il pluralismo se non come pluralità di voci inneggianti al suo comando, che perseguita sistematicamente i suoi oppositori, riesca a farsi passare per un campione del moderatismo. Che un estremista di tal fatta possa fingersi un liberale e un “moderato” non è che un altro emblema dell'inganno e della frode su cui si fonda il berlusconismo. Moderati di tutt’Italia, svegliatevi… …

giovedì 16 dicembre 2010

Un solo colpo in canna. Oppure due?

“Ho un solo colpo in canna, non posso sbagliare”, aveva detto Fini qualche giorno fa. Il colpo è fallito.
Dobbiamo concludere che l’intelligenza politica dell’uomo non è risultata all’altezza di quanto gli si poteva attribuire?

sabato 11 dicembre 2010

The bedrock of our republic

A worthy note by Bob Scheer has recently appeared on Truthdig:
http://www.truthdig.com/report/item/from_jefferson_to_assange_20101207/
What Scheer recalls in this article is precisely the point Norberto Bobbio started from in his 1984 study on secrecy in democracies, discussed earlier in this blog.
For Italians, it is particularly sad to compare the iron stand of Jefferson about free press, with all the "vitriolic press attacks" he suffered, with that of a man like Berlusconi, leader of a company that dares style itself "Popolo delle libertà", while he has consistently done all he could to silence the voices that criticized him. Berlusconi's stance is as far from liberalism as that of his predecessor Benito Mussolini. But most Italians, whether right or left, don't seem to have eyes to see or ears to hear. The bedrock of this republic is slowly being turned into mud.

mercoledì 8 dicembre 2010

Wikileaks e altri demoni: Arcana imperii e Arcana dominationis

I segreti dei regi al folle volgo
ben commessi non sono
Torquato Tasso, Re Torrismondo

Circa un quarto di secolo fa, quando le avventure di Wikileaks erano tutte di là da venire, Norberto Bobbio scrisse un saggio dal titolo “La democrazia e il potere invisibile” in cui discuteva l’uso del segreto nell’esercizio del potere in regime democratico.
Bobbio prendeva le mosse dalla constatazione che la visibilità del potere e la pubblica conoscibilità dei suoi atti erano stati una rivendicazione portante delle grandi rivoluzioni liberali, in conflitto con la pratica del segreto che occultava gli arcana imperii e gli arcana dominationis nelle monarchie dell’ancien régime.

Perché lo dice

Fini ha detto che se ci fossero elezioni, non si alleerebbe con il PD. Diamo ascolto a Szilard: inutile chiedersi se è vero, bisogna chiedersi perché lo dice. E perché lo dice è del tutto chiaro. Vuole prendersi i voti di Berlusconi, mica quelli del PD.

lunedì 6 dicembre 2010

La notizia più importante

La vicenda più drammatica, e la notizia più importante, dell'ultima settimana non è stata la bomba di Wikileaks, né la crisi di governo, né la rivolta studentesca, ma una faccenda che tutti i media italiani hanno tenuto in secondo piano, con qualche eccezione nella stampa specializzata:

Dei fini di Fini e del nostro immediato destino

Quando parla ad un convegno uno scienziato, i suoi colleghi si chiedono se quello che dice è vero, quando parla un politico, i suoi colleghi non si chiedono se è vero, ma  perché lo sta dicendo” Leo Szilard

            Mentre i leaks di Wikileaks imperversano sulle prime pagine e mentre i potenti dei mercati finanziari tessono trame capaci di travolgere più di un bel paese, noi siamo qui col fiato sospeso a cercare di capire se davvero l’Italia stia vivendo gli ultimi giorni del (tentato) regime, o soltanto un incidente di percorso. Che cosa succederà il 14 dicembre? E soprattutto, cosa succederà dopo?
            Poiché l’unico responsabile dell’imprevedibile congiuntura storica che stiamo vivendo è Gianfranco Fini, si tratterebbe di capire quale sia davvero il suo disegno e quali speranze abbia di vederlo realizzato.
           Quando, quasi due anni fa, Fini iniziò la sua marcia di allontanamento da Silvio Berlusconi, in molti sospettammo per diversi mesi un semplice gioco delle parti, uno dei tanti inganni che si usa somministrarci. Sono infatti convinto che Fini, a differenza di Bossi, avesse fin dall’inizio condiviso, e forse in certa misura ispirato, il disegno neo-autoritario di concentrazione del potere che era ed è l’anima del berlusconismo.

sabato 4 dicembre 2010

I diritti e l'inganno

"Tutte le azioni relative al diritto di altri uomini, la cui massima non è suscettibile di pubblicità, sono ingiuste."
Immanuel Kant, Per la pace perpetua, 1795.

Forse mi è sfuggito qualcosa, ma non mi sono accorto che qualcuno degli strenui difensori dei diritti umani in Iran, o degli inflessibili avversari della pena di morte, abbia manifestato indignazione per la duplice esecuzione senza processo avvenuta a Teheran lunedì 29 novembre.

mercoledì 24 novembre 2010

Arrampicate

Per solidarizzare con gli studenti che protestano, Bersani è salito sul tetto della Facoltà di Architettura a Roma. Bisogna riconoscerlo: è meglio quando si arrampica sui tetti, che quando si arrampica sugli specchi.

Più a destra di lui

Ieri Bersani per radio. Costretto a rispondere ad un ascoltatore ottenebrato di bonaiutitudini, che lo accusava di fare solo antiberlusconismo. Dopo avere, con grande pazienza, richiamato tutte le manifestazioni di volenteroso propositivismo di cui il suo partito è stato sempre capace, è sbottato:

Problem

Says Maynard:
The problem is not Ireland, it's the markets.

sabato 20 novembre 2010

Favolificio al tramonto?

Non credo che Augusto Minzolini si vergogni di aver fatto del TG1 un favolificio a martello. Ma forse comincia a temere per il suo futuro, perché ultimamente lo vedo un po' meno sfacciato. Ieri, per esempio, si è visto un miracolo.

giovedì 18 novembre 2010

Il cappio - 2

Dice Maynard:
Fini ha tirato il cappio al collo di Berlusconi. Senza esser certo del risultato?

Minoranza oggi, maggioranza mai

Ancora una volta Repubblica manda in macchina un articolo importante che riguarda proprio le cose di cui stavo scrivendo in questo blog nel momento in cui l'articolo era in macchina.

Ma siamo sicuri che la maggioranza degli italiani stia con Silvio Berlusconi?

Domenica scorsa il nostro amato cavaliere è tornato ad annunciarci che "il 60 per cento degli italiani sta con Silvio Berlusconi". L'affermazione, ripetuta per l'ennesima volta, è tanto sorprendente quanto lo è il caparbio silenzio su questo punto dei suoi avversari, che, evidentemente, sono tanto convinti della sua verità che li si trova assai più spesso a dibattere il perché del fenomeno piuttosto che a metterlo in dubbio. Eppure il fenomeno non c'è.

giovedì 11 novembre 2010

Chapeau! 2

E chapeau anche a Giuseppe D'Avanzo che, con la sua investigazione e narrazione del caso Ruby, ha fatto davvero, stavolta, un lavoro di alto giornalismo.

Chapeau!

Chapeau ad Annamaria Fiorillo, sostituto procuratore presso il tribunale per i minorenni di Milano, che oggi ha preso la parola per denunciare la menzogna di Maroni in parlamento e appellarsi al CSM. "Altrimenti, ha detto, non potrei più guardarmi in faccia". Fortunato il paese che ha bisogno di eroi, se al bisogno li trova.

mercoledì 10 novembre 2010

Io credo che Maroni si vergogni

Io credo che Maroni si vergogni di quanto ha riferito oggi in parlamento in merito "ai fatti che hanno riguardato la questura di Milano il 27 e 28 maggio scorsi".
Credo che si vergogni perché, non essendo un idiota né un brigante, non può non rendersi conto che la sua minuziosa e pressoché veritiera ricostruzione dei fatti ha omesso tutto ciò che aveva rilevanza dal punto di vista politico, giuridico, morale e forse anche penale.

domenica 7 novembre 2010

Shine, perishing republic


While this America settles in the mould of its vulgarity, heavily thickening to empire, 


And protest, only a bubble in the molten mass, pops and sighs out, and the mass hardens,


sabato 6 novembre 2010

Meglio fare silenzio che far danno?

Io non sono fra quelli che sostengono che la principale ragione per opporsi a Berlusconi sia la sua incapacità di governare. Se anche governasse benissimo, andrebbe malissimo lo stesso, per le altre ragioni che ho già detto. Per di più, non sono nemmeno così certo che le scelte del suo governo in materia di politica economica o di politica estera siano tanto tanto peggiori di quelle che avrebbe fatto il "centrosinistra". Ma questo è quanto sostiene a spada tratta il PD.
Dunque è sorprendente, e sintomo inquietante di incapacità comunicativa, che l'opposizione abbia praticamente ignorato una notiziola che Repubblica (complimenti!) relegava in tredicesima pagina lo scorso 29 ottobre.

martedì 2 novembre 2010

La paix d'abord - La diplomazia della tazza da tè

Ricevo da Georges Lefeuvre, antropologo e analista di questioni afghano-pakistane, questa lettera d'accompagnamento ad un suo articolo pubblicato su Le Monde Diplomatique di ottobre 2010, pp. 8-9.

Cher(e)s Ami(e)s
Au cas où certains d'entre vous ne l'auraient pas vu passer (1000 excuses pour ceux qui l'ont déjà lu !), je vous passe en pièce jointe (format pdf) l'analyse que j'avais écrite pour Le Monde Diplomatique qui l'a publiée dans son édition d'octobre.
Je dois dire que cette publication a été suivie de réactions positives tant il est vrai que les pays engagés sur la scène afghane sont à la fois en difficulté et en panne d'idées. J'essaie seulement et d'abord d'expliquer

L'emblematica ironia del caso Ruby

Sarebbe ironico se Berlusconi finisse per cadere proprio a causa dell’affare Ruby. Sarebbe ironico perché è un episodio di portata pressoché insignificante rispetto a tutti gli altri misfatti compiuti dall’uomo. Ma sarebbe emblematico perché l’incidente è una perfetta metonimia del berlusconismo. E’ il caso particolare che contiene in sé tutti gli elementi di quello generale. La menzogna e l’inganno. Lo sprezzo per lo stato di diritto e il rifiuto della supremazia della legge. L’oltraggio alla separazione dei poteri. Lo sfregio al principio di uguaglianza. L’uso dei media per seppellire tutto.

L'abbaglio di Travaglio e la mancanza dell'alleanza

           Torno a insistere sull’abbaglio di Travaglio di cui ai post del 17 e del 24 ottobre, perché l’argomento è tutt’altro che secondario ed è gravido di conseguenze politiche.  
            Ripartiamo da capo. I pericoli derivanti dalla posizione di Silvio Berlusconi come magnate televisivo sono di almeno tre ordini, e tutti e tre si darebbero anche in assenza delle sue violazioni della legge penale e delle conseguenti vicende giudiziarie. Li chiamerò sinteticamente: 1) il (quasi) monopolio televisivo privato; 2) l’attacco alla separazione dei poteri; 3) il conflitto d’interessi, che è il meno pericoloso di tutti.
             

sabato 30 ottobre 2010

No comment

Mi scuso ancora con tutti quelli che hanno inserito commenti che vanno persi. La funzione continua a non funzionare. I lavori per rimediare sono in corso.

Realismo nonviolento

Un'intervista di Paolo Arena e Marco Graziotti, pubblicata sul quotidiano telematico "Telegrammi della nonviolenza in cammino", n. 357 del 28 ottobre 2010, reperibile al sito http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ una torrenziale risorsa di informazione e riflessione sui temi della nonviolenza. Riporto quel testo con qualche lieve modifica.
Paolo Arena e Marco Graziotti fanno parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo. 

venerdì 29 ottobre 2010

Il cappio

Dice Maynard:
Fini ha messo il cappio al collo a Berlusconi. Per tirarlo, aspetta solo il momento in cui sarà certo del risultato.

mercoledì 27 ottobre 2010

Non senso unico

Mi scuso con i numerosi amici e visitatori che hanno tentato di inserire un commento e non ci sono riusciti, magari seguendo le ottimistiche istruzioni che avevo scritto sulla fascia destra. La colpa è tutta mia: non mi ero accorto che bisognava modificare le impostazioni di default di Google in materia di accesso ai commenti, che lo limitavano ai soli registrati.
Adesso il problema dovrebbe essere risolto e spero che non ne nascano altri. Perché, a differenza di Berlusconi, non sono un fan della comunicazione a senso unico.

L'unico dubbio

Io non ho dubbi che la fine di tutte le guerre stia scritta nel nostro futuro. L'unico dubbio è se ci arriveremo prima o dopo la terza conflagrazione mondiale.

martedì 26 ottobre 2010

L'inaspettata epifania del daino

Intorno a casa mia, a soli due chilometri dal paese, è tutto un pullulare di animali selvatici. Scoiattoli, cinghiali, lepri, volpi, donnole, istrici, tassi, caprioli. Alcuni si affacciano alla porta di casa. Una volta, in giardino, ho fissato negli occhi un capriolo per tredici minuti d'orologio. Posso giurare che è un'eternità, se ti fissa negli occhi un capriolo.

domenica 24 ottobre 2010

Ancora: il disegno politico di Silvio Berlusconi.

Ritorno ancora sullo sbaglio del grande Travaglio, di cui al post del 17 ottobre, se non altro perché Berlusconi ci ha insegnato che dire le cose è inutile se non si provvede a ripeterle.
Sostenevo che Berlusconi ha un nitido disegno politico, che va molto al di là della difesa dei suoi personali interessi. La sua è un'idea dello stato. E' un'idea che, certamente a sua insaputa, non è altro che una reincarnazione post-moderna di quella di Filmer, che nel Seicento inglese, nel secolo trafitto dai raggi abbaglianti dell'aurora del sogno democratico, difendeva fino all'ultimo sangue il monarca di diritto divino.
Dunque ripeto: il progetto di Berlusconi è quello di concentrare tutti i poteri nelle mani di un esecutivo che, attraverso il controllo dei media, anziché con la limitazione dei diritti, garantisce l'indefinita perpetuazione politica di se stesso e dei propri propositi.

sabato 23 ottobre 2010

Come si mette un commento?

Basta cliccare sulla scritta che dice "X commenti" alla fine di ogni post. Così si arriva alla pagina del post e si vedono anche gli altri eventuali commenti. Ci si arriva anche cliccando sul titolo del post.

Diversabili

Nella stessa intervista di cui parlo qui sotto, Vendola ha esordito con un discorso che non ho molto apprezzato, in cui parlava dei "diversabili". Politicamente corretto?
I "diversamente abili". Io ho una figlia disabile. Un'amatissima figlia disabile, che è anche diversamente abile, perché è capace di cose che non sono accessibili ai più. Del resto anch'io sono diversamente abile, per esempio so usare la motosega e la tastiera con quasi uguale familiarità. Anche Shakespeare era diversamente abile, mica tutti sanno usare le parole come lui. Ma quando dico che Maddalena è disabile, io non voglio parlare di questo, voglio parlare di una cosa seria, che desidero sia presa sul serio. Parlo delle cose che lei non sa fare: usare il coltello, allacciarsi le scarpe, disegnare un quadrato, conquistare un ragazzo, parlare. E' inutile fingere che queste siano diverse abilità: sono un dramma, un'assenza terribile, fanno parte dell'errore del creato. Esiste il Male. E' inutile chiamarlo il Diverbene. E' una menzogna. Non è con questo che lo redimiamo.

venerdì 22 ottobre 2010

Là dove l'erba trema

Io sono un filo d'erba.
Un filo d'erba che trema.
E la mia Patria è
là dove l'erba trema.

Ho appena sentito questi versi di Rocco Scotellaro ripetuti in questa forma (la versificazione non è identica all'originale) da Nicki Vendola, intervistato su RaiNews24 dal direttore Corradino Mineo, un mio vecchio compagno di adolescenza che credo di poter considerare ancora un amico anche se non lo sento mai.

domenica 17 ottobre 2010

Lo sbaglio del grande Travaglio e il sussurro di John Turturro

Ieri sono andato a sentire Marco Travaglio. Era al Convegno "Società e stato nell'era del Berlusconismo", organizzato da Libertà e Giustizia, una pregevole iniziativa, per la quale rimando al sito http://www.libertaegiustizia.it/ che la documenta tutta. Moderava Paul Ginsborg, nella cui casa di Via dei Serragli ho trascorso tante serate di vivaci e disciplinatissime discussioni ai tempi del Laboratorio per la Democrazia, quello dei "professori di Firenze". Il pubblico era vasto e gli oratori fra le migliori menti dello schieramento che non sopporta Berlusconi.
Fra questi, appunto, Travaglio. Io ho una grandissima considerazione per quest'uomo, che non soltanto è una delle intelligenze più brillanti sulla scena politica italiana, ma ha anche, come tutti sappiamo, rare capacità di comunicazione, alquanto più alte, direi, di quelle del presunto "grande comunicatore" che gli è avverso.
Ma ieri Travaglio ha esordito dicendo una cosa davvero sbagliatissima.

Dipende

Vignetta di Virus sull'Unità di ieri: "Per il PD è il momento di dire un secco e deciso dipende"

mercoledì 13 ottobre 2010

Darkness

"Darkness is good for the soul", mi disse Naveed Iqbal il 24 settembre del 2006, sotto le stelle della nostra galassia che sembravano in cielo un'alluvione, non una vaga ombra come qui.

sabato 2 ottobre 2010

Legge elettorale: una soluzione con un pregio raro

Dopo il recente voto di fiducia, che ha sancito la posizione determinante del gruppo di Fini alla Camera, un prossimo ricorso alle urne appare ormai un'eventualità più che probabile. Il guaio è che non si vede con quale legge elettorale andare al voto.
Dovrebbe essere chiaro a tutti che votare con la legge attuale non è fra le opzioni possibili. E questo per due ragioni pesanti come macigni. In primis, votare ancora una volta a liste bloccate sarebbe percepito dalla stragrande maggioranza degli italiani come un autentico sfregio alla democrazia, con tutte le conseguenze che questo comporta. In secondo luogo, cosa ancor più grave, la legge attuale ha la curiosa caratteristica, veramente esiziale in un sistema a bicameralismo perfetto, di non garantire la presenza della stessa maggioranza in entrambe le camere. Se per due volte la sorte ci ha salvati, e per un soffio, dalla calamità delle maggioranze divergenti, non è certo il caso di sfidarla un'altra volta.

giovedì 30 settembre 2010

Hell!

Hey!
Ring the bell!
Hey!
I must tell!
Hey!
All is well!
All is well!
All
good
children
go
to
HELL!

mercoledì 29 settembre 2010

Alain Touraine: l'Europa stagna?

Alain Touraine ci annuncia oggi su Repubblica che "la stagnazione, se non il regresso, dell'Europa rappresenta un dato di fatto", lamentando la sua "impotenza" politica, economica e culturale. Io non sento di vivere in un mondo stagnante o impotente. Al contrario, vedo fermenti dappertutto, creatività e trasformazioni in tutti i campi, una grande tensione verso il futuro. Sono i governi, anzi i ceti politici d'Europa che ristagnano in un modo di pensare che non è adeguato al mondo in cui viviamo e non è all'altezza della vivacità dei popoli che costoro pretendono di guidare.

venerdì 24 settembre 2010

Erasmo da Rotterdam

Nessuna pace è talmente iniqua da non essere preferibile alla più giusta delle guerre (Querela pacis, 1517)