domenica 13 novembre 2011

Indaga Ocampo: NATO senza scampo?

Sarà perché ci sono preoccupazioni più pressanti, ma quasi nessuno si è accorto che il procuratore del Tribunale Penale Internazionale Luis Moreno Ocampo ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu che intende esaminare le accuse relative a crimini commessi in Libia dalla Nato e dalle forze legate al Cnt.
E’ successo il 2 novembre scorso, e venerdì 11 novembre l’Associated Press ha fatto sapere che la Nato “è seriamente preoccupata di finire sotto inchiesta”: ma in Italia sembra che solo Fausto Biloslavo se ne sia accorto. 
L’atto di Moreno Ocampo è la logica conseguenza del deferimento di questi crimini al TPI, deliberato dal Consiglio di Sicurezza con la risoluzione 2016 del 27 ottobre, un altro atto passato inosservato, di cui solo questo blog, e nemmeno lo stesso Biloslavo, sembra essersi accorto. 
Ad esaminare la dichiarazione del procuratore al Consiglio di Sicurezza, si direbbe tuttavia che le preoccupazioni della Nato potrebbero essere esagerate. Dei ventidue paragrafi dello statement, dodici sono dedicati al pressante problema del reperimento di Saif ul-Islam Gheddafi e Abdullah al-Senussi, la cui cattura, a questo punto, è diventata un fatto decisamente marginale; cinque sono dedicati agli stupri attribuiti alle forze di Gheddafi, dove solo fra le righe si intuisce il sospetto che non siano solo loro ad averne commessi; e solo uno, il diciottesimo, è dedicato ai crimini della Nato e del Cnt, che dovrebbero essere oggi quelli più preoccupanti, sia per la loro gravità che per il serio rischio che restino del tutto impuniti.
Il paragrafo 18 recita testualmente:
“Consentitemi di concludere. Ci sono accuse di crimini commessi dalle forze Nato, accuse di crimini commessi da forze legate al Cnt, comprendenti la presunta detenzione di civili sospettati di essere mercenari e la presunta uccisione di combattenti in stato di detenzione, oltre ad accuse di ulteriori crimini commessi dalle forze pro-Gheddafi. Queste accuse saranno esaminate in modo imparziale e indipendente dall’Ufficio”.
In modo imparziale, indipendente e tutt’altro che precipitoso: il procuratore richiama la Commissione d’indagine istituita dall’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani sotto la guida di Philippe Kirsch, che dovrebbe presentare un rapporto entro il marzo 2012; menziona l’uccisione di Gheddafi, per la quale sembra fare affidamento, ma senza sbilanciarsi, sull’indagine annunciata dal Cnt; e si impegna a presentare un “rapporto complessivo sui crimini attribuiti alle varie parti in Libia” nel maggio 2012, non senza ricordare che “la possibilità di condurre tutte queste indagini dipenderà dalle risorse a disposizione dell’Ufficio”: lasciandoci col dubbio su chi mai dovrebbe fornire queste risorse. Per caso i paesi Nato?
Non è fuori luogo rammentare che quando chi scrive, in occasione di un incontro pubblico in Svizzera, ebbe a chiedere a Carla Dal Ponte, procuratore del Tribunale Penale per la ex-Yugoslavia, come mai non avesse indagato sui crimini di guerra commessi dalla Nato in Kossovo, si sentì rispondere: “Abbiamo chiesto alla Nato la documentazione, ma non ci è stata data, dunque non abbiamo potuto procedere”.
Che ne direste se un giudice anti-mafia spiegasse che non può procedere perché Provenzano, bontà sua, si rifiuta di consegnargli le prove?
Non è che Moreno Ocampo ci spiegherà che non può procedere perché la Nato non gli vuole dare i soldi?


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